Le intolleranze alimentari
Purtroppo la vita frenetica e l’ alimentazione odierna industriale, poco sana, meno nutritiva e meno vitaminica ma al contrario molto calorica rispetto un tempo hanno portato problematiche relative all’alimentazione. Oltre all’ alimentazione spesso poco sana responsabili dei problemi alimentari sonoinoltre: lo stress, il rapporto avuto in famiglia coi genitori, spesso con la madre, le emozioni represse, i desideri repressi, la mancanza di autostima, la depressione, mangiare troppo e male, in fretta o digiunare. Una delle problematiche scatenate sono le intolleranze alimentari. Le variazioni di peso sono una risposta ad una somma di disequilibri psicologici e fisici, quindi chimici e metabolici e l’intolleranza alimentare è una delle concause intermedie fra l’origine della problematica psichica e la sua manifestazione fisica. L’anoressia è il rifiuto di se stessi e rappresenta un rapporto confluttuale col cibo, il nutrimento e quindi il rapporto con la madre, che è il nostro primo nutrimento, guerra col cibo e soprattutto la guerra con se stessi. Non sentirsi considerati e non sentirsi meritevoli d’amore. Problemi di accettazione della propria immagine, della propria persona e mancanza di autostima. La bulimia rappresenta un rapporto di amore ed odio con cibo, l’ autodistruzione, la mancanza di fiducia in sè stessi, la fame d’amore, quindi il bisogno di amore, di coccole e d’affetto, vuoti affettivi da colmare, rassegnazione, sfiducia nel mondo e insicurezze interiori. Spesso derivante da un rapporto conflittuale con la madre o talvolta mancante. Sensazione di incomprensione. Sensi di colpa irrisolti. Mentre l’ anoressia colpisce le donne generalmente nell’età dell’adolescenza, la bulimia riguarda sia uomini che donne, sia in età in giovane età che oltre. Nel tempo sono sempre di più le persone che soffrono di intolleranze alimentari, rispetto a vent’anni fa il numero degli italiani ad avere problemi di intolleranza è triplicato. Ma qual’è la differenza fra intolleranza alimentare ed allergia alimentare? Gli effetti dell’ intolleranza sono subclinici e cioè non evidenti dai normali esami clinici o allergenici. Le intolleranze i differianziano dalle allergie poichè non subisco shock anafilattico. Tra le cause come spesso c’è lo stress, le tensioni, la vita frenetica, assunzione di cibi sbagliati, scarsa masticazione, respirazione non completa, assunzione di antibiotici, cause psicologiche somatizzate. L’ allergia è la sensibilità dell’ individuo nei confronti di un determinato componente dell’ alimento, innoquo per coloro che non sono allergici. Questa sensibilità provoca una reazione nei confronti del sistema immunitario. Col tempo si evidenziano manifestazioni acute nel soggetto e gli effeti aumentano continuando ad alimentarsi del cibo che provoca l’allergia. Quindi vengono incrementate le immuno-globuline e si alzano i livelli di istamina. L’ intolleranza non deriva dal sistema immunitario, ma dalla carenza di alcuni enzimi digestivi o dalla eccesiva presenza di istalamina scatenata da determinati cibi. E’ una reazione cronica dell’ organismo, il disturbo può presentarsi anche molte ore dopo l’ assunzione, fino a 70-72 ore dopo avere ingerito gli alimenti.I sintomi dell’intolleranza dipendono dalla qualità dell’alimento e non dalla quantità come avviene invece per l’allergia. Le intolleranze non sono rilevabili dai normali test immunologici, quindi per rilevare l’ intolleranza alimentare occorrono test specifici: Il Breath-test, il test del respiro che misura la qualntità di idrgeno emesso dopo l’ingestione di latte. Il Citotest, test di cito-tossicità, misura il mutamento di volume dei globuli bianche a contatto con l’allergene. La Biorisonanza magnetica, lo strumetno ultilizzato per il test è in grando di filtrare le onde elettromagnetiche negative emesse dal corpo della persona e rinviarle pulite. Il Vega Test misura l’attività elettrica della cute delle dita, con un terminale che stimola punti precisi ed indicativi per le intolleranze. L’ Eav, un test tramite l’elettroagopuntura secondo Voli. La Chinesiologia applicata si basa sulla misurazione della forza muscolare e delle rezioni del corpo nei confronti di un alimento. La forza del muscolo diminuisce di frnote al cibo intollerato. La chinesiologia viene utlizzata per testare diverse situazioni col principio che il nostro corpo è sincero e sa sempre come rispondere. I cibi che provocano le intolleranze: latte e derivati, formaggi, uova, pesce, crostacei, cereali specie raffinati, farina, lievito, noci e noccioline, carne di maiale, salumi, grassi animali, cioccolato, tea, caffè, alcolici, mele, agrumi, sedano, soya. Nella nostra società soprattutto i bambini spessissimo risultano intolleranti al latte vaccino e derivati. L’ abuso di latte da parte dei bambini e delle mamme che fanno assumere latte vaccino e derivati i propri figli, talvolta condizionate dalla pubblicità, è spesso una delle cause di obesità fra i bambini. I sintomi di allergie ed intolleranze: edema, gastrite, colon irritabile, diarrea, nausea, vomito, orticaria, ecsema, rinite, asma, cefalea, anafilassi, raffreddore, disturbi vascolari, affezioni cutanee, tanchezza cronica, attacchi di panico, sovrappeso ed obesità. Come ogni percorso di guarigione e quindi di cambiamento prima di intraprendere una strada è necessario partire dalla propria autostima. Amarsi di più, accettarsi, volersi bene, rendersi creativi, partendo dalla stima per se stessi è quindi possibile percorrere un cammino che possa essere realmente risolutivo. Ma se non si parte dalla base e cioè da dentro se stessi le soluzioni per chi soffre di problemi legati all’ alimentazione difficilmente possono mantenere risultati stabili e definitivi, al contrario seguire delle diete restrittive e imposte, dopo qualche tempo interromperle e dopo un certo periodo di tempo ripetere altre diete ipocaloriche porta solo ad aggravere la situazione fisica e quindi anche psicologica, metabolica, digestiva e la problematica relativa alle intolleranze alimentari. http://www.scienzavegetariana.it/argomentinbreve/intolleranze.html Coaching finalizzato alla perdita di peso:
Puoi inoltre inviare questo articolo ad un amico , puoi scrivere un commento o fare un trackback dal tuo sito.










Francesca scrive:
6 Luglio 2006 alle 08:07
…le tue informazioni trovo utili ed esposte in maniera semplice, grazie
Francesca
Italo Pentimalli scrive:
6 Luglio 2006 alle 21:42
Ciao Monica, il tuo articolo davvero importante, come sempre. Complimenti di cuore. Volevo approfittare per farti una domanda, per quanto riguarda l’intolleranza al glutine, si pu? fare qualcosa? Scusa se la mia domanda ? molto vaga ma non sono un esperto del settore e siccome delle persone a me vicine hanno scoperto che la loro piccola ? intollerante al glutine volevo avere se ti ? possibile qualche informazione. Ancora complimenti e grazie Monica
Monica scrive:
8 Luglio 2006 alle 23:31
Cara Francesca ti ringrazio tantissimo.
Monica scrive:
8 Luglio 2006 alle 23:37
Carissimo Italo, io ti posso dare una risposta da naturopata e non da medico. Diciamo che senza vedere la persona ? difficile dire quale sia il rimedio ad un determinato sintomo. E’ la persona che va analizzata, non il problema del suo corpo. Attraverso un’esame kinesiologico sui muscoli o energetico sui meridiani si pu? capire lo stato della persona e perch? ha somatizzato quell’intolleranza e lavorare sull’individuo spesso in modo diversissimo uno dall’altro. Ogni tipo di cura ? individuale.
Monica scrive:
8 Luglio 2006 alle 23:43
Il lavoro del naturopata al di la del sintomo ? di ripristinare uno stato di equilibrio psicofisico a livello globale e poi ? possibile migliorare e prevenire delle situazioni. L’ intolleranza al glutine insieme al lattosio sono le pi? diffuse. Per gli orientali che mangiano molto riso e pochissimi farinacei in genere questo problema ha delle statistiche nettamente inferiori. Diminuire i carboidrati specie bianchi e variare i cereali ? un ottimo percorso. E utilizzare anche la pasta di riso.
Franca scrive:
16 Luglio 2006 alle 16:39
Grazie per la chiarezza delle informazioni sulle intolleranze alimentari e le allergie.
Monica scrive:
17 Luglio 2006 alle 17:38
Grazie a te cara Franca.
rosylia scrive:
18 Dicembre 2007 alle 03:08
Ciao a tutti, innanzittuto mi complimento per l’articolo, davvero sensibile.
Ma ora mi chiedo:”se aumenta il numero di intolleranti, perchè non tornare in dietro nel tempo?”
I nostri antenati non sapevano neanche il significato di intolleranza.
Una mia opinione è che tutto è dovuto dall’alimentazione OGM, ormai invasi dalle multinazionali, non biologica.
Ma nessuno parla di prevenzione?
Io mangio pasta integrale di grano antico biologica.
Assicuro che questa è un’ottima prevenzione!
elisa scrive:
23 Gennaio 2008 alle 22:24
salve a tutti. Vorrei parlare di un’intolleranza quella del fruttosio che è una malattia genetica ossia trasmessa da entrambi i genitori. Chi ha questa intolleranza non può ingerire alimenti contenenti saccarosio, fruttosio e sorbitolo perchè nel loro fegato manca un’enzima esenziale per l’assorbimento di queste sostanze. E’ molto pericolosa specialmente per neonati che se vengono alimentati con latte artificiale rischiano la vita. Non è una malattia dalla qualle si può guarire ma convivere.
Silvia scrive:
23 Giugno 2008 alle 23:23
Per l’intolleranza al glutine, un prima autodiagnosi può esser fatta con Xeliac Test venduto in farmacia
Monica Giovine scrive:
24 Dicembre 2008 alle 13:23
Cara Rosylia,
sicuramente i nostri antenati non avevano le malattie subentrate nella nostra epoca industriale. I nostri cibi non hanno più la qualità di un tempo, con addittivi chimici e altre cose poco piacevoli!
Dipende da tante cose, ci siamo evoluti psicologicamente e nel bene e nel male questo ha portato una maggiore sensibilità.
I nostri antenati accettavano la vita che gli veniva programmata oggi cerchiamo la nostra realizzazione personale, ovviamente!
I tempi sono molto cambiati.
Monica Giovine scrive:
24 Dicembre 2008 alle 13:27
Cara Elisa, nel limite del possibile un bambino dovrebbe venire alimentato dal latte materno durante il periodo della lattazione, in genere il primo anno.
L’uso smoderato del latte vaccino durante la crescita del bambino non è una cosa positiva come cercano d far credere mass media e pubblicità.
Anche l’alimentazione inadeguata avuta da bambini crea intolleranze e problematiche e purtroppo l’informazione non aiuta a rendere le mamme più consapevoli di ciò che è bene per il loro bambino!
mery scrive:
31 Maggio 2009 alle 07:36
sono una donna di 52 anni dopo la morte di mia figlia mi e venuta lintolleranza alimentare sono stata 10 giorni in ospedale con sintomi molto evidenti prurito machie e mal di stomaco la mia domanda e cosa posso mangiare se sono intolerante a tutti i cibi con il latte di mucca poi ai conzervanti non naturali al sedano e coloranti sono disperata se mi puo dare un consiglio sto gia male per la morte della mia unica figlia femina si figuri soportare anche questo la ringrazi aspetto una risposta
Monica Giovine scrive:
31 Maggio 2009 alle 10:19
Gentile Mery, quello che ti è successo ha portato problemi allo stomaco ed intolleranze alimentari perchè hai difficoltà ad acettarlo. E’ del tutto umano e comprensibile e hai tutta la comprensione che possa esistere cara Mery. Purtroppo eventi traumatici come ciò che è avvenuto a te devono essere superati. Inizialmente sfoga la tua rabbia ed il tuo dolore, ma col tempo cerca di accettarlo. Tua figlia sta bene ora ed è sempre con te. La morte del corpo non corrisponde alla morte dell’essere come tendiamo a credere. Il corpo fisico, la materia è il vestito della nostra parte più pura chiamata anima che è energia. L’anima contina a vivere ed è energia pura. E’ il nostro ego che ci fa provare dolore di fronte alla perdita di una persona cara. Perchè non possiamo più vederla vicino a noi. Ma tua figlia c’è ancora ed è li vicino te e vuole vederti (o percepirti) felice, non vuole vedere (o percepire) che stai male. Ti vorrebbe allegra, serena, sorridente. Per quanto riguarda l’intolleranza al latte è molto diffusa fra le intolleranze alimentari. Si tende a fare un uso eccessivo di latte vaccino ma in natura non esiste nessun animale che beve il latte di altri mammiferi. Anche nella cucina macrobiotica il latte non viene mai utilizzato, ma si usano liquindi vegetali a base di soya o mandorla ecc… Abbiamo bisogno di latte da piccoli non da adulti. Il latte rappresenta il nutrimento materno e quindi non è un caso se la tua intolleranza al latte sia apparsa o si sia aggravata in seguito a questo forte evento. Inconsciamente, rifiuti il nutrimento materno perchè rifiuti il trauma che ti ha colpito. Ripeto che hai tutta la logica comprensione, ma l’anima di tua figlia ha "voluto" fare questo percorso. Accettalo Mery, e vivi serena sapendo che lei è con te e che continua ad amarti. Un grande abbraccio a te cara Mery
Patrizia scrive:
16 Giugno 2009 alle 22:17
Salve, volevo fare una domanda, se posso: da 6 mesi soffro di un raffreddore tremendo e ho notato che il naso si chiude soprattutto dopo aver bevuto latte o mangiato gelati ecc.. E’ una coincidenza o anche negli adulti il latte, che prima non ha mai dato problemi, può non essere tollerato? Bevo tanto latte perchè da 2 anni soffro di disfagia orofaringea dovuta a problemi di motilità esofagea: non è che anche questo può essere correlato alla intolleranza? GRAZIE
Monica Giovine scrive:
17 Giugno 2009 alle 17:06
Gentile Patrizia,
il latte è un alimento che può indurre a tolleranza non solo nei bambini ma anche negli adulti, soprattutto gli adulti non hanno affatto bisogno di latte vaccino. In natura non ci sono solo gli animali vegetariani, esistono animali carnivori che mangiano carne o pesce, esistono animali che mangiano uova, ma nessun mammifero beve il latte di un altro mammifero, è del tutto innaturale. Solo l’uomo lo fa!
Meglio consumare della frutta, ottima in estate e del gelato di riso.
francesca scrive:
8 Agosto 2009 alle 15:32
Buongiorno.Quest’articolo mi conferma molti sospetti che avevo riguardo alle intolleranze che ho.Ho vissuto tre anni di forte stress, nei quali ho perso mia madre ed altre persone care, ho cambiato lavoro ed ho affrontato molte novità nella mia vita.Fino a 3 anni fa ero intollerante solo ai latticini ma adesso lo sono ad altri alimenti e mi hanno diagnosticato la sindrome del colon irritabile.Avrei bisogno di “ricostituirmi” fisicamente ma non ci riesco visti i disturbi.Potete consigliarmi?Grazi
Monica Giovine scrive:
8 Agosto 2009 alle 19:17
Cara Francesca,
quale sono le nuove intolleranze che ti hanno trovato?
Per quanto riguarda i latticini rapresentano proprio la figura materna come il glutine rappresenta la figura paterna. La tua sofferenza dovuta alla perdita della madre giustifica l’intolleranza a latte e formaggi.
Puoi assumere il calcio attraverso broccoli e cavolfiori, e tofu.
E’ importante bere molta acqua naturale fuori pasto per tenere pulito l’intestino e per idratarti. Utili le pratiche rilassanti e antistress.
francesca scrive:
12 Agosto 2009 alle 09:01
Grazie per la risposta. Le ulteriori intolleranze, anche se non dimostrate da test, sono al glutine ed alla soia.Praticamente sviluppo intolleranze ai cibi che mangio con maggior frequenza. Grazie.Francesca
Sonia scrive:
22 Agosto 2009 alle 12:03
Buongiorno, la parte sx e’ legata alla parte femminile quindi alla madre?? xtanto la parte dx e’ legata al meschile quindi al padre??..grazie tante. Sonia
Monica Giovine scrive:
23 Agosto 2009 alle 16:23
Gentile francesca,
l’intolleranza al glutine è molto diffusa cosi come è diffusa l’intolleranza ai latticini. Puoi utilizzare riso e pasta di riso che non contengono glutine, farro, orzo, miglio, cous cous e quindi variegare la parte dei cereali, abbiamo una scelta infinita.
Non è necessario fermarsi alla classica pasta di grano duro, meglio guardarsi intorno.
Monica Giovine scrive:
23 Agosto 2009 alle 16:28
Gentile Sonia,
si genere è cosi.
La parte sinistra del nostro corpo controllata dall’emisfero destro del cervello è relativa all’energia femminile, quindi al rapporto con la madre.
La parte destra del nostro corpo controllata dall’emisfero sinistro del cervello è relativa all’energia maschile, quindi al rapporto col padre.
Questi dati sono comunque indicativi, per le persone mancine andrebbe fatto un test kinesiologico per verificarne le corrispondenze.
ramona scrive:
14 Novembre 2009 alle 11:40
buon giorno,la mia bimba di 2 anni e mezzo,dopo un lungo periodo di diarrea e ogni tanto vomito,si è scoperto che ha un intolleranza al latte,uova e derivati.mi chiedo se può rientrare co me intolleranza o rimarrà per tutta la vita cosi?e poi è diversa da un allergia?mi ha dato il calcio da darle in sciroppo e di continuare per 4 mesi almeno….grazie…
vanessa scrive:
22 Marzo 2010 alle 21:21
saalve io soffro perennemmente di intossicazione alimentare ormai mangio 4 cose precise.ma cosa devo fare?sono disperata
Monica Giovine scrive:
23 Marzo 2010 alle 14:14
Cara Vanessa,
da ciò che leggo posso solo dirti di rivolgerti ad un tossicologo o ad un allergologo ed eseguire i test e gli esami adeguati.
Ma credo che tu questo lo abbia già fatto.
Per cercare di conmprendere le motivazioni energetiche-mentali e comportamentali che ti hanno portato a questa situazione dovrei sapere un po’ di cose in più di te e conoscerti meglio.
Di quali cibi sei allergica? Quali cibi puoi mangiare? Come ti senti nella tua vita personale? Raccontami un po’ di te se vuoi!
Monica Giovine scrive:
23 Marzo 2010 alle 14:17
E comunque aggiungo che in questo caso tutto si risolve ad una chiaccherata conoscitiva che ti può essere utile per una maggiore esplorazione di te stessa.
Per avere delle maggiori sicurezze occorre vedersi di persona e provare a fare un test kinesiologico.
Io interagisco in questo sito in qualità di naturopata (per il tuo caso questo è il mio ruolo) e di life coach ma mentre il life coach può interagire anche online il naturopata psicosomatico non lo può fare e ha bisogno di conoscere la persona dal vivo, vederla, sentirla.
In ogni caso siamo qui apposta per parlarne, sentiti libera di aprirti… e sicuramente questo può esserti di grade aiuto!
Un caro abbraccio!
Elisa scrive:
27 Aprile 2010 alle 20:47
Sono una donna di 27 anni, soffro di acne dall’età di 12 e dopo aver tentato ogni cura lo scorso autunno sono approdata a Roaccutane. I risultati ci sono ma la situazione non è stabile, io continuo ad essere certa che si tratti di alimentazione. Io sono intollerante ai latticini da sempre, dopo l’allattamento di mia madre non ho più sopportato nessun tipo di latte, ma credo che la mia acne dipenda dal saccarosio avendo fatto caso a coincidenze con sfoghi cutanei importanti. E’ possibile? Grazie.
Monica Giovine scrive:
28 Aprile 2010 alle 14:28
Gentile Elisa, la mia risposta alla tua domanda può essere pertinente alla mia attività e quindi non ti do una risposta medica, questo lo lasciamo fare ai medici, ti posso dare una riposta energetica.
In naturopatia psicosomatica la pelle è cosiderata oltre che il terzo polmone il confine fra noi e gli altri. Per ciò che riguarda le acne che non se ne vanno bisognerebbe fare un’indagine kinesiologica e capire in quale modo ti rapporti col mondo esterno e da quali emozioni cerchi di proteggerti.
Monica Giovine scrive:
28 Aprile 2010 alle 14:32
Ovviamente dovrei conoscerti per capire la tua situazione l’acne può rappresentare un conflitto nel rapporto fra la persona ed il mondo esterno oppure una determinata categoria, per esempio gli uomini, oppure le donne, oppure le autorità. Per capire quale sia dovrei sapere un po’ di cose in più e fare un test muscolare che ci rivelerebbe molte informazioni su ciò che ti sta dicendo il disagio che provi. Certo una buona alimentazione ed una buona pulizia sono importanti, ma è fondamentale…
Monica Giovine scrive:
28 Aprile 2010 alle 14:37
conoscere quale sia la causa scatenante del disagio e la pelle rappresenta il rapporto con gli altri.
Per l’intolleranza al latte, non preoccuparti, è molto diffusa, puoi sempre utilizzare latte vegetale alla soya, al mais, al riso, o alla mandorla per i dolci (buonissimo).
Si può scoprire cosa abbia bloccato la situazione dopo il tuo allattamento sempre col test muscolare, ma non è fondamentale.
Mentre per l’acne sarebbe utile per te approfondire la causa anche per la tua accettazione.
valentina scrive:
16 Luglio 2010 alle 13:49
Gentile Monica.
mia madre è intollerante al luppolo,(oltre che ad altri cibi come lattosio,legumi e cacao), secondo lei può assumere lievito di birra?
Grazie.
Monica Giovine scrive:
16 Luglio 2010 alle 15:16
Gentile Valentina,
se tua madre è intolerante al luppolo che è contenuto nel lievito di birra è meglio evitarlo.
L’intolleranza al lattosio è molto diffusa, è utile assumere latte vegetale al posto del latte di mucca ed usare latte di soya, di riso, di mandorla ecc…
Per avere una lista specifica di alimenti consigliati e sconsigliati occorre rivolgersi ad un medico nutrizionista o ad un allergologo che in seguito ad analisi può dare i consigli giusti a tua mamma.
Un caro saluto!