Il sano egoismo
Spesso avviene che i metodi educativi della nostra società tendono ad imporre regole, giudizi, sensi di colpa e di ineguatezza in particolare quando siamo felici, amiamo, godiamo, ridiamo, partiamo, desideriamo, cambiamo, ci lasciamo andare e quindi ci portano a controllare noi stessi, a reprimere le nostre pulsioni ed i nostri desideri.
Ai bambini viene spesso detto: "prima il dovere e poi il piacere" in questo modo i bambini imparano a separare le due cose e a creare una sorta di dualismo nel quale la rinucia è più importante della gioia, mentre l’attività prioritaria non potrà contenere gioia o piacere.
Inoltre spesso viene spesso detto: “stai fermo”, “rimani seduto”, “stai zitto”, “non parlare a vanvera”, e fin da piccoli veniamo incanalati nella direzione del controllo, della resistenza e della rinuncia a seguire i propri istinti anche quando questi sono sani, e quindi a reprimere le emozioni.
Ciò blocca il flusso vitale della nostra energia vitale.
Pensare a se stessi viene ritenuto un atto di egoismo e questo porta a reprimere se stessi.
La conseguenza di depressioni, ansia, paure, attacchi di panico dovrebbe aiutare a rimettere questi schemi in discussione.
Dobbiamo innanzitutto ricordare che ogni individuo è un essere unico e dotato di talenti propri e personalità proprie.
Purtroppo l’educazione, la società, un certo tipo di moralità che deriva da vecchie credenze, le famiglie, il sistema scolastico tradizionale tende a conformare l’essere umano con gli altri sopprimendone i talenti individuali.
Dovremmo iniziare a pensare di più a noi stessi preoccupandoci meno delle aspettative gli altri hanno per noi, questo non è egoismo, è ricerca della propria strada, della propria identità, della propria evoluzione individuale.
L’egoismo esiste se danneggiamo realmente qualcuno, e anche se non cerchiamo di amare di più noi stessi, seguire le nostre passioni, i nostri talenti, i nostri desideri, la via della nostra vita, indipendentemente da ciò che gli altri potrebbero pensare inizialmente.
Non possiamo dare amore agli altri se prima non impariamo a dare amore a noi stessi.
Per amare liberamente dobbiamo prima brillare noi d’amore, ma se siamo persone che hanno represso i propri desideri e la propria cretività che genere di amore possiamo dare?
Nessuno può conoscere quale sia realmente il nostro bene, né madri, né padri, né amici, né insegnanti, solo noi lo possiamo sapere e solo noi siamo in grado di sentire dentro noi stessi ciò che è giusto per noi e per la nostra vita.
Talvolta i consigli altrui se pressanti, pur venendo espressi a fin di bene, pur avendo sicuramente una buona intenzione di base, il risultato spesso è di disorientamento con il rischio di creare insicurezze e paure che non servono alla propria evoluzione personale e allontanano la persona dal proprio centro.
E’ importante lasciarsi andare al flusso vitale delle nostre pulsioni creative, sentire ciò che abbiamo dentro nel nostro profondo e seguirlo, amare di più noi stessi per potere poi anche essere più realizzati e più gradevoli a chi ci sta vicino ed anche per amare maggiormente gli altri, di un amore più puro quindi senza compromessi o aspettative.
La madre troppo apprensiva, il padre troppo severo, non aiutano i propri figli a crescere ma li caricano di ansie e di paure ed il loro corpo prima o poi potrebbe ribellarsi con depressioni, ansia, panico, disturbi alimentari alla ricerca di affetto o di buchi da riempire, o al contrario in rifiuto del cibo, del nutrimento, squilibri, problemi relazionali, sensi di colpa nel desiderare di fare qualcosa di diverso da ciò che viene loro chiesto e altre situazioni poco piacevoli.
La sofferenza è energia bloccata e deriva dal fatto che cerchiamo di resistere alle nostre reali passioni e ai nostri reali desideri, alla nostra reale identità, alla libera scelta preferendo soddisfare delle aspettative che non sono nostre.
Alla fine la scelta è comunque sempre e solo nostra, chi vogliamo ascoltare?
Non dobbiamo servire i nostri demoni: paura, senso di colpa, senso di ineguatezza, mancanza di fiducia in se stessi, mancanza di autostima.
Dobbiamo seguire la nostra anima e ciò che essa chiede, poiché la nostra anima è ciò che siamo noi realmente, essa vive in noi da sempre ed è parte integrante di noi.
Questo ci da gioia, energia, autostima, creatività e la sensazione di avere una vita realizzata.
La nostra anima conosce molto bene i nostri talenti e la nostra missione durante la nostra vita.
La nostra anima sa molto bene cosa è il nostro bene e la nostra anima siamo noi.
Non dobbiamo resistere alle passioni, a controllarle, a giudicarle, a fermarle o a sentirci in colpa quando le esperimentiamo.
Il compito delle passioni è ricordarci chi siamo, che siamo vivi, che amiamo, che ci amiamo.
Adattarci alle aspettative altrui è il vero egoismo, lo è verso noi stessi poiché ci opprimiamo e lo è anche verso gli altri perché non li aiutiamo a crescere ed a comprendere che è importante per tutti dissociarsi dalle identità altrui senza esserne dipendenti e senza creare dipendenze a sua volta.
Abbiamo l’esigenza di trovare il nostro sé e di dare un senso reale alla nostra esistenza.
Conformandoci al volere altrui e alle aspettative altrui è come sprecare questa nostra esistenza e le meravigliose opportunità di crescita che questa ci offre attraverso le esperienze che ci aiutano a crescere come esseri umani.
E i blocchi energetici che creano malesseri e disturbi spesso sono le pulsioni represse possono emergere sottoforma di malattie oppure sfogati con surrogati del piacere dannosi alla salute.
Le persone che vivono le proprie passioni e che si inoltrano nella ricerca del proprio essere unico e Divino, si riconoscono come individui, ritrovano la loro identità.
Talvolta possono essere ritenute egoiste perché difendono il loro spazio vitale, i loro talenti.
Sono invece le persone che le forze primordiali desiderano incontrare, ricche di energia creativa.
Le persone che si sentono dominanti ed anche le persone che si sentono vittime, tendono a controllare gli altri e uniformarli alle loro convinzioni, innanzitutto controllano reprimendo per primi loro stessi. Quindi sentono il bisogno di alimentarsi attraverso l’energia di chi è vicino a loro. Non sono persone forti come si potrebbe pensare comunemente ma al contrario sono persone fragili che necessitano di controllare innanzitutto se stessi, poi le situazioni e le persone vicine, pensando purtroppo di fare il loro bene e di proteggerle. In realtà stanno soddisfando i loro bisogni e le loro paure. Attraverso la protezione tendono a reprimere i propri cari impedendo loro di crescere, come molto probabilmente è avvenuto a loro volta quando erano bambini. Quindi queste persone continuano a riportare a ruota perpetua dei comportamenti ciclici. La protezione offerta o imposta è come una gabbia dorata che quando supera la soglia (dopo l’infanzia) impedisce la crescita individuale. D’altro canto anche il vittimismo è una modalità comportamentale per controllare gli altri. Attraverso attraverso il vittimismo la persona che utilizza questa modalità si nutre di energia altrui creando nell’ altro il senso di colpa se non risponde alle sue aspettative, lo fa inconsciamente per garantirsi il costante nutrimento energetico.
Essendo talvolta meno visibile è importante proteggersi dal vittimismo sia per proteggere se stessi, e come conseguenza anche per aiutare la persona che lo utilizza (spesso inconsciamente) ad essere maggiormente indipendente e quindi trovare la propria energia vitale all’ interno di sè anzichè prenderla alle persone vicine.
E’ importante essere in grado di riconoscere ciò che è giusto per se stessi e rendersi responsabili della propria vita e delle proprie azioni.
Quindi è utile non lasciarsi condizionare dalle aspettative che altri hanno o modellarsi a identità non proprie, è importante seguire i propri reali desideri, incamminarci sulla propria strada, seguire le proprie scelte, senza sopprimerle, ascoltare il proprio mondo interiore.
Ascoltare ciò che ci dice la nostra anima, il nostro sè superiore e lo può dire solo a noi, questo è il "sano egoismo".
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Piera scrive:
28 Febbraio 2007 alle 12:28
Cara Monica, è vero quanto scritto nell’articolo “Il sano egoismo”. A volte però ci sono persone che proprio nell’ottica del sano egoismo, e cioè di “difendere il loro spazio vitale e i loro talenti” possono far male agli altri in qualche modo, dove per male intendo nella fattispecie privare qualcun’altro di qualcosa appartenente anche a quel qualcun altro. Come è giusto ci si comporti: perdere la cosa o la persona? E’ chiaro che sia più giusto perdere la cosa, ma è sempre vero? Grazie. Piera.
Monica scrive:
28 Febbraio 2007 alle 13:25
Privare qualcosa a qualcun’altro non fa parte del sano egoismo. L’argomento è complesso e bisognerebbe analizzare la situazione e capire se si tratta dipendenze affettive. Entrambi dovrebbero essere più tolleranti e rispettosi. Se lo spazio ricavato significa offendere qualcuno bisognerebbe chiedersi perchè la persona si senta offesa. Per amare chi ci sta vicino dovremmo amare noi stessi senza togliere nulla ad altre persone, ma se sono queste a pretendere qualcosa di diverso non è giusto.
stefania scrive:
12 Marzo 2007 alle 12:38
L’articolo è molto bello, grazie per i buoni consigli
Stefania
Monica Giovine scrive:
16 Marzo 2007 alle 00:46
Grazie a te cara Stefania
maurizio scrive:
9 Aprile 2007 alle 22:09
chissà perchè ma sin da qnd il mondo è nato si è sempre vissuto nell’egoismo e nn si è mai attuato un vero e proprio altruismo assoluto, qst xkè? Xkè ognuno d noi penso alla propria libertà individuale e nn al benessere della collettività. E nn è vero ke nn si può dire cosa è giusto e cosa è sbagliato e ke nessuno lo può giudicare. Ho notato nelle mie esperienze ke le cose giuste costano sudore e fatika fisika e mentale, invece, le cose sbagliate sn facilissime.
Monica scrive:
4 Maggio 2007 alle 20:33
Non si intende per egoismo pensare solo a se stessi e non agli altri. Il fatto è che troppo spesso le persone vivono per accontentare gli altri e fanno ciò che altri si aspettano da loro. Da questo nascono le depressioni e tanti altri malesseri sociali. Rispetto significa lasciare libera la creatività altrui. Una persona per potere essere sana e felice dovrebbe prendere la sua vita nelle proprie mani e capire ciò che desidera realmente senza sensi di colpa. Questo si intende per sano egoismo.
conney scrive:
30 Ottobre 2007 alle 15:46
Ciao,
vi racconto una storia…
Nella mia vita ho fatto tante esperienze belle e brutte ma solo una ha fatto si che io capissi cosa significa veramente essere liberi…. ogni volta che qualcuno cerca di confondermi o ostacolare il mio volere dico in maniera scherzosa:
IO FACCIO CIò CHE VOGLIO!!!!!!!
Giada scrive:
10 Dicembre 2007 alle 14:21
E’ un articolo che ha qualche verità, ed intrinsicamente è anche molto provocatorio.Ogni individuo ha bisogno di regole per vivere, queste derivano dall’educazione;è poi nel corso della storia personale che diventa possibile metterLe in discussione e valutarle.Sembra un paradosso eppure la libertà è proprio fatta di regole!Lo slogan “sano egoismo” è usato ormai come luogo comune e giustifica troppo spesso atteggiamenti antietici di egoismo mal-sano. Far nascere “una coscienza” è tutt’altra cosa.
SABRINA scrive:
13 Dicembre 2007 alle 17:13
Ciao Grazie,, bello l articolo ,i suoi commenti..IO sono una ragazza che ha aquisito dopo 4 anni un VERO SANO EQUILIBRATO EGOISMO,senza togliere niente a nessuno e tanto meno ferirle…ho dato dato manipolata fare accontentare i doveri piaceri altrui…….ma la mia vita,,IO le mie esigenze al punto che non avevo una mia vita.Oggi sono contenta quando posso e voglio faccio qualcosa x il mio prossimo,,ma senza togliere niente alla mia vita…….xhe IO ESISTO,MI RISPETTO……GRAZIE
dina scrive:
5 Gennaio 2008 alle 16:47
sapete, io ho vissuto per dieci anni nel pensare a mio marito , ai miei bambini , tutti si aspettano grandi cose da me ………….ma chi mi ha mai chiesto “ma tu come stai?”
Laura scrive:
2 Febbraio 2008 alle 16:26
Leggere questo articolo mi ha fatto capire che allora non sono egoista come mi si vuol far credere e come mi sono convinta di essere. Grazie.
elisa scrive:
11 Aprile 2008 alle 11:33
ci sono persone che non possono capire cos’è il sano egismo forse perche loro già lo applicano nella quotidianità!ma ci sono persone come me che devono fare il ragionamento opposto in certi momenti della propria vita in cui pensano a tutto e atutti alle responsabilità di agire in un detrminato modo per tenere l’equilibrio di una situazione e si ritrovano senza equilibrio in se stessi!grazie per l’articolo
Monica scrive:
19 Maggio 2008 alle 20:54
La parola “egoismo” può far intendere a malintesi in realtà si parla di un sentimento SANO che fa bene a se stessi poichè finalmente impariamo ad ascoltarci dentro e anche a chi ci sta intorno. In realtà il messaggio è rispetto per se stessi. Ciò può solo essere positivo alla salute psicofisica sia nostra che dei nostri cari. Ognuno di noi conosce le proprie esigenze ed ognuno ha il diritto di rispettare le proprie esigenze altrimenti se non ci si ascolta si va nella sofferenza e ci si ammala.
Ciniza scrive:
27 Luglio 2008 alle 09:34
Una persona è egoista anche quando non fa niente per l’altro. Non si deve necessariamente arrecare danni al prossimo per essere egoisti: niente di più sbagliato! L’amore altrui nasce dalla volontà di prodigarsi verso gli altri, uscendo dalla stabilità del “non far nulla.”
Monica Giovine scrive:
28 Luglio 2008 alle 11:51
Capisco cosa intenti dire ma la penso diversamente. Sono daccordo sul fatto che non fare nulla sia sbagliato ma è sbagliato non farlo per se stessi e aspettarsi o peggio “pretendere” che siano gli altri a preoccuparsene. Ognuno di noi è l’unico responsabile del proprio benessere o del prorpio malessere. Accontentare i desideri degli altri anzichè i propri porta a disagi fisici, stress, sensi di colpa, insoddisfazione, depressione o malattia. Bisogna imparare ad accettare gli altri come sono.
Monica Giovine scrive:
28 Luglio 2008 alle 19:27
Sul “SANO” egoismo:
Imparare a fare rispettare le proprie scelte di vita ed i propri spazi ed essere consapevoli di essere responsabili della propria vita!
Sull’aiuto da offrire:
E’ giusto aiutare una persona cara che ha bisogno, ciò che non è giusto è la dipendenza da parte di chi “ha bisogno” che si appoggia all’altro.
Gesù disse: “se vedi un povero non dargli del pesce ma insegnagli a pescare”. Il Buddha disse: “se vedi un affamato non dargli del riso ma insegnagli a coltivarlo”.
sly scrive:
10 Agosto 2008 alle 11:41
Cara Monica..penso che esista si il sano egoismo
ma non di certo quello che itendi tu!
Come pensi di affrontare un rapporto mettendo in pratica quello che hai scritto?
Sicuramente ci vuole una via di mezzo o forse pensi che che per essere felici bisogni
rimanere single?
Monica Giovine scrive:
14 Agosto 2008 alle 14:09
No, per essere felici non bisogna rimanere affatto single, a meno che non lo si desideri.
Anzi è proprio nel rispetto dell’altro che si crea l’armonia.
Ogni cosa che rappresenta l’armonia è sinonimo di felicità e quindi di benessere, invece ciò che è forzatura è sofferenza.
Non penso che volere bene a qualcuno significhi volere la sua sofferenza.
Il fatto è che la società occidentale spesso è basata sulla contrizione anzichè sull’espansione dell’altro, anche se ciò si sta evolvendo!
Saluti!
Cristina Amendolagine scrive:
21 Agosto 2008 alle 22:35
Condivido l’articolo, perchè soffro di ansia e attacchi di panico da 3 tre anni e penso che il mio carattere influsca molto sul mio malessere.
Spesso metto da parte le mie esigenze e i miei desideri per accontentare gli altri e poi anzichè sentirmi meglio, mi sento peggio perchè non impiego il mio tempo per la mia realizzazione.Per nn parlare dei sensi di colpa che mi indeboliscono tanto e spesso non mi fanno andare avanti per la mia strada. Grazie
Monica Giovine scrive:
26 Agosto 2008 alle 16:57
Carissima Cristina, hai afferrato in pieno il significato del “sano” egoismo.
In realtà le persone si aspettano spesso qualcosa di diverso dai loro cari, non lo fanno per cattiveria ma perchè credono erroneamente che questo sia giusto. Purtroppo le loro pretese o aspettative caricano di ansia le persone care e queste finiscono col stare male o provare frustrazione perchè non riescono più a seguire la propria anima, il proprio se interiore e non sanno più cosa desiderano veramente per se stessi
Monica Giovine scrive:
26 Agosto 2008 alle 17:04
E’ importante non dare mai la colpa agli altri altrimenti si rischia di entrare in una trappola.
E’ importante ascoltare se stessi e capire cosa si desidera realmente dalla vita e seguire la propria strada, il proprio talento. L’istinto non sbaglia mai, è connesso con la nostra natura. Anche i sensi di colpa dovuti alle aspettative disattese sono molto dannosi.
Per raggiungere la propria felicità ed il proprio benessere, l’unica voce che dobbiamo ascoltare è quella che dimora in noi stessi.
Daniele scrive:
21 Novembre 2008 alle 17:55
Egoismo ed altruismo… Meglio dire l’quilibrio tra l’appagamento delle proprie esigenze e comprensione (non appagamento) di quelle altrui.
Abbiamo il dovere di soddisfare i nostri bisogni, ma non abbiamo il dovere di soddisfare quelli degli altri. Comprendere non implica essere al servizio. Abbiamo il diritto di dire no ed accettare le conseguenze con responsabilità e non sensi di colpa. Le regole sono indispensabili, ma dobbiamo essere noi a crearle invece che subirle
Monica Giovine scrive:
23 Novembre 2008 alle 20:03
Caro Daniele,
sono daccordo col tuo commento.
Condivido totalmente il tuo pensiero!
Ognuno di noi ha diritto di vivere la vita che desidera e non la vita che desiderano gli altri.
Le persone che non impongono agli altri i propri desideri per loro o le loro aspettative si sono evolute e quindi lasciano che le altre persone possano esprimere al meglio le proprie potenzialità!
Un caro saluto!
Lobishomen scrive:
26 Novembre 2008 alle 21:54
Salve Monica.
Nella mia vita ho avuto sempre a che fare con queste situazioni, ma sebbene per molti punti io sia d’accordo con te, mi sono anche reso conto di un fatto triste quanto veritiero: Oggi come oggi l’egoismo è più che mai pulsante, basta guardarsi intorno, e io non intendo solo a livello umanistico, quanto più a livello ambientale…Umanamente parlando comunque questo demone è più che mai presente nella società: la società stessa tenda a portarci verso l’egoismo…Buon proseguimento
Lobishomen scrive:
26 Novembre 2008 alle 22:02
Mi scuso per l’errore finale, intendevo dire tende, non tenda… ci tenevo a precisare per evitare malintesi.
Monica Giovine scrive:
26 Novembre 2008 alle 22:50
Gentile Lobishomen,
chiaramente se si parla di egoismo inteso come la ricerca ad un proprio tornaconto senza preoccuparsi di procurare danni ad altri, chiaramente questo egoismo è dannoso e va disapprovato.
Ciò che invece viene inteso per “sano egoismo” ha un aspetto diverso.
Riguarda il sapere dire di “no” quando è necessario, sapere difendere i propri spazi senza lasciarsi schiacciare dalle dipendenze affettive o dal senso di colpa che crea depressione e mancanza di fiducia in se stessi!
Monica Giovine scrive:
26 Novembre 2008 alle 22:53
Il “sano egoismo” in realtà è l’altro lato della medaglia!
E’ una buona dose di autostima, la sana capacità di fare rispettare la propria vita e le proprie scelte certamente senza danneggiare nessuno ma soprattutto senza danneggiare se stessi, andare avanti con energia, affrntando gli ostacoli eventualmente e perseguire la propria missione!
Un caro saluto!
maurizio scrive:
3 Dicembre 2008 alle 12:09
Hai perfettamente ragione, è tutto vero ma la società è più “forte” e reprime perchè è fondata sul potere e la forza, se non ti adatti la società ti isola o peggio ti uccide. Non è pessimismo è realtà. Ho visto un film con Marlo Brando “Gli ammutinati del Bounty”, questo film è molto significativo…Marlo Brando è bravissimo, un vero eroe dovremmo fare tutti come lui…Ciao grazie
Monica Giovine scrive:
5 Dicembre 2008 alle 21:16
Caro Maurizio, la società siamo noi, la società è solo un illusione. Più forte di cosa e di chi? Dipende tutto da come noi decidiamo di vedere le cose. Se pensiamo che la società ci schiacci questa ci schiaccherà, ma non è la società a farlo ma il nostro pensiero denso di paura ed impotenza. Non è necessario lottare, ma lasciarsi andare senza lotta e abbandonarci gioiosamente. Essere liberi è una scelta non una fortuna, dipende da noi. Noi siamo i nostri pensieri ed è vero solo ciò che pensiamo!
LOREDANA scrive:
10 Dicembre 2008 alle 14:19
Cara Monica ho letto il tuo articolo.. ed anche tutte le risposte che hai dato ai vari commenti…. Sei una grande.. Hai capito il vero ed unico segreto per vivere bene in questa vita. Ti ammiro tanto e spero con tutta me stessa che un giorno, magari al più presto, anch’io riuscirò a mettere in atto nella mia vita questa grande saggezza. GRAZIE.
Monica Giovine scrive:
20 Dicembre 2008 alle 14:09
Cara Loredana,
ti ringrazio per le belle parole!
E’ importante prendersi la responsabilità della propria vita poichè tutto ciò che avviene sia di bello che di meno bello è dipeso da noi e non dai fatti esterni come in genere si preferisce pensare. Fino a quando ci si sente vittime degli eventi o degli altri la via della felicità non è ancora stata presa. Quando siamo consapevoli che tutte le cose dipendono da noi e dai nostri pensieri stiamo già percorendo quella strada e abbiamo già vinto!
Lobishomen scrive:
26 Dicembre 2008 alle 12:15
A mio parere cara Monica, che questa società sia illusione o realtà non ha più una grande rilevanza, se non per coloro che hanno una certa consapevolezza e personalità: ciò che intendo dire è che purtroppo molte (veramente molte, ma lei questo lo sà sicuramente)persone seguono ciò che questa società marcia vuole loro inculcare, ossia spazzatura di ogni genere. Il vero problema a mio parere è quindi il menefreghismo che è andato formandosi, l’egoismo, l’ignoranza. E’ la massa che deve capirlo
Lobishomen scrive:
26 Dicembre 2008 alle 12:22
Personalmente parlando comunque, non sono influenzato da quest’ultima, spero sia chiaro. Sò che sono andato fuori dal tema principale del “sano egoismo”, ma ho ritenuto opportuno rendere un pò più duraturo il discorso avvenuto con Maurizio. Credo (e spero che questa non sia solo un’utopia)che noi dovremmo essere i primi a combattere per “eliminare” questa massa, poiché a mio parere la massa non è una questione di numero, ma di testa (come disse un grande uomo oramai deceduto)
Lobishomen scrive:
26 Dicembre 2008 alle 12:30
Il suo messaggio riguardo alla società è quindi più che giusto, ed è altrettanto razionale sotto molti punti di vista, il problema è che forse tale messaggio non verrà letto da coloro che ne avrebbero più bisogno, o peggio, non verrà da loro compreso, o addirittura, sarà ignorato…
Purtroppo questa società, illusoria o meno, stà rovinando il mondo. Perdoni il mio lungo discorso, di cui è probabilmente già consapevole, ma ci tenevo a dirlo.Buon Proseguimento (è un pò tardi per il buon Natale).
Lobishomen scrive:
26 Dicembre 2008 alle 12:32
Perdoni le mie ripetizioni, ho fatto l’errore di non rileggere i messaggi
morena scrive:
23 Gennaio 2009 alle 22:57
Perfetto. C’è il sano egoismo e quello non sano.
Il primo serve a difendere il proprio essere, vuol dire rispettare la propria persona.
Il secondo, quello insano, è quello che ferisce il prossimo. Allora vale sempre il detto non fare agli altri quello che tu non vorresti gli altri facessero a te. Volere bene agli altri ma volere bene prima a te. Poi è tutta una questione di buon senso!!!
Monica Giovine scrive:
25 Gennaio 2009 alle 20:52
Gentile Lobishomen,
anzichè preoccuparsi per tutte le cose negative che esistono nella società se ognuno di noi pensasse in prima persona a creare amore nella propria vita, a creare benessere, non ci sarebbe nemmeno il problema di doversi difendersi per ripararsi dalla valanga, non ci sarebbe la valanga. La valanga che ci travolge la creiamo noi attraverso le preoccupazioni e le paure. La dipendenza affettiva è più vicina alla paura che all’amore. L’accetazione dell’altro con compassione e senza compromessi è vero amore, libero di tensione e libero dalla paura.
Cara Morena,
sono d’accordo con te. La mancanza di gratitudine, per esempio è ego vero e proprio.
Evitare di lasciarsi coinvolgere in uno stato d’animo negativo è "sano egoismo", è amore per se stessi.
Marcello scrive:
4 Febbraio 2009 alle 19:43
Cara Monica,
ho letto il tuo articolo sul “sano egoismo” e l ho trovato molto bello e illuminante. Hai qualche titolo di libro da consigliarmi per ampliare la mia conoscenza su questo argomento? grazie in anticipo
Marcello
Monica Giovine scrive:
5 Febbraio 2009 alle 20:57
Caro Marcello, l’articolo chiamato "il sano egoismo" fa parte di percorso di crescita personale che riguarda la propria autostima, la consapevolezza di se stessi ed il proprio talento. E’ importante capire che non è nè giusto nè sano sentirsi in colpa nei confronti di persone che attraverso il vittimismo cercano (anche se inconsciamente) di controllare gli altri. E spesso questo avviene proprio attraverso la scusa dell’amore e della protezione che sono delle facciate per assumere il controllo della vita altrui, creando alla persona amata (partner, figli ecc…) inutili ansie e sensi di colpa. Quindi il tutto appare come una trappola. Chiaramente nemmeno queste persone hanno delle colpe, sono le loro insicurezze a farle agire, certamente non la consapevolezza, sono le loro paure, e ciò che a loro volta hanno subìto in termini sia educativi, o magari attraverso traumi remoti, il tutto sommato alle loro credenze. Insomma un bell’epitaffio!
E’ importante capire cosa sia realmente giusto fare prima di tutto per se stessi. Segui il tuo cuore, ciò che hai dentro, ciò che senti veramente, ciò che desideri TU per TE e per la TUA vita e non ciò gli altri si aspettano da te. Ti consiglio il libro: "Tutta un’altra vita" di Lucia Giovannini e altri libri che trovi nell’elenco di questo sito, "Benessere-Più Che Puoi" sono tutti ottimi. Li ho appositamente selezionati fra i tantissimi libri letti, per ciò che riguarda l’ auto-aiuto. Il mio libro uscirà più avanti. Un caro saluto Marcello.
federico scrive:
9 Febbraio 2009 alle 01:51
Vivete,date,prendete,fatte tutto quello che volete e alla fine capirete di cosa avete bisogno e cosa vi fa stare bene,assoluto nn assoluto?ma nn capite di cosa avete bisogno?
Buona ricerca!
Federico
Monica Giovine scrive:
11 Febbraio 2009 alle 17:37
Gentile Federico,
penso che ognuno di noi qualsiasi cosa faccia pensa comunque sempre di fare del suo meglio.
Ognuno di noi ha bisogno di amore, gioia, stima, rispetto e serenità.
Le dipendenze non aiutano nessuno anche se possono apparire utili in determinate situazioni sono sempre dipendenze quindi dannose coloro che ne sono coinvolti.
Per capire ciò di cui ha bisogno ognuno di noi è necessario esplorare il nostro interno più profondo, guardarsi dentro liberi da paure o condizionamenti.
Valentina scrive:
16 Febbraio 2009 alle 17:56
Ciao Monica,
ho appena letto il tuo articolo e devo dire che è molto bello. Io ultimamente a causa di molteplici problemi familiari mi sento molto giù. Ogni mattina mi alzo sempre con la voglia di voler fare grandi cose ma poi nel corso della mia giornata non riesco ad affrontare i miei progetti. Agisco sempre in funzione di ciò che può fare piacere agli altri. Sacrifico spesso i miei impegni, il mio svago per stare vicino alle persone a me care.Tutto questo mi sta facendo impazzire…
Monica Giovine scrive:
16 Febbraio 2009 alle 18:12
Cara Valentina,
le tue sensazioni sono un segnale da ascoltare.
Tu stessa dici che la situazione ti crea disagi interni. Innanzitutto è importante capire che non è colpa di queste persone se agiscono cosi, è quello che a loro volta hanno imparato e quindi pensano che sia giusto. Quello che puoi fare per loro è capire e perdonare. Ma qualcosa ti dice che tu senti il lecito bisogno di avere una vita TUA. Impara a dire di NO! Non preoccuparti se non vieni capita, a volte aiutiamo di più non aiutando. Ci sono persone che chiedono sempre aiuto altrui senza mai ricorrere alle proprie risorse interiori. La mancanza di energia e di determinazione che provi nel portare a termine i tuoi progetti deriva proprio da questa insofferenza dovuta alle rinunce per accontentare desideri altrui e non tuoi. Lo fai, ma non sei felice. Questo atteggiamento ti risucchia energia vitale e tende a scaricarti. Purtroppo chi ti vuole bene dovrebbe capirlo ma non possiamo pretendere di cambiare gli altri. Non devi convincere qualcuno che se pensi maggiormente a te stessa, alle tue esigenze e ai tuoi impegni non sei egoista. Puoi solo fare ciò che ti fa stare bene e capire che quella è la cosa giusta per te! Aiutando te stessa automaticamente aiuti anche chi è vicino a te a crescere.
Un abbraccio!
Giuseppe scrive:
25 Febbraio 2009 alle 15:08
Io cerco di liberarmi dal mio malessere, quale quello di rispondere alle aspettative altrui, ma nonostante tutto sono sempre schiavo non solo degli altri ma anche di me stesso, ovvero di ciò che le aspettati degli altri hanno fatto di me.
Monica Giovine scrive:
25 Febbraio 2009 alle 17:55
Caro Giuseppe,
penso che il tuo "problema" sia quello di essere intrappolato dai sensi di colpa. Oramai hai abituato alcune persone a fare affidamento su di te e quindi staccarti da loro, pur sapendo che è giusto, che vuoi sentirti libero, in realtà ti sembra difficile perchè inizi ad immaginare chissà quali conseguenze. E ti senti in colpa per queste conseguenze che in realtà esistono solo nella tua immaginazione e nella loro. Questa situazine è un classico esempio di co-dipendenza. So che tu non ne hai nessuna colpa caro Giuseppe, probabilmente ti ci sei trovato in questa situazione. Secondo una visione spirituale l’hai scelto tu prima della tua nascita perchè attraverso la sofferenza avresti potuto imparare e crescere. Abitua chi si aspetta sempre "qualcosa" da te ad essere meno dipendente dalla tua presenza. All’inizio è difficile ma è importante che tu faccia i primi passi per riuscire a slegarti da una situazione che in fondo ti fa soffrire. Piano piano cerca di renderti più libero. Aiuti te stesso ma aiuti anche chi ti sta intorno a crescere senza che si appoggino completamente a te, affinchè possano trovare le loro risorse nel rispetto per la tua vita e della tua persona, senza compromessi ed aspettative. Ce la puoi fare Giuseppe, non sei il primo e non sarai l’ultimo. E’ più facile di come sembra! Un caro saluto!
sara scrive:
1 Maggio 2009 alle 09:37
ciao,
mi ha colpito tanto quest’articolo perchè ho appena chiuso una storia con un ragazzo a causa della sua situazione familiare. a 30 anni aveva una mamma eccessivamente presente(telefonate dettagliate e continue con il figlio anche nei momenti in cui eravamo insieme,lui viveva ancora a casa ed aveva sempre passato le sue vacanze con i genitori, una sua sorella era gelosa dei suoi “innamoramenti”).Risultato: questo ragazzo a 30 anni nn avva mai avuto rapporti sessuali con una donna..
Monica Giovine scrive:
2 Maggio 2009 alle 12:55
Ciao Sara, conosco molto bene queste situazioni.
Sono felice per te che ti sia liberata da questa relazione a 3. Il mondo ne è pieno specie l’ Italia, dove spesso questo argomento è tabù. Queste sono violenze psicologiche esercitate da alcune madri nei confronti dei loro figli. E’ vero che un ragazzo che si trova in queste situazioni si dice sia "grande abbastanza" per uscirne, ma ti assicuro che molto spesso vanno aiutati a farlo. Qualche volta ci riescono da soli, ma spesso questo non avviene, ed è cosi in quanto sensi di colpa e ricatti affettivi sono all’ordine del giorno. Queste madri non hanno colpe, le colpe non esistono. Semplicemente hanno subito a loro volta delle carenze affettive quando erano bambine, ed una volta adulte e madri diventano emotivamente dipendenti dal loro figlio. E’ una catena che difficilmente una ragazza nel ruolo della fidanzata può sciogliere perchè nelle loro menti viene vista una nemica del loro "legame". E la potenziale salvatrice fa paura. Questi ragazzi soffrono molto, non pensare che lui non ti abbia voluto bene, penso che te ne abbia voluto molto, ma ovviamente è intrappolato. La madre pensa che il figlio sia una sua proprietà e lui stesso si sente proprietà della madre e questo lo fa soffrire moltissimo. Molti uomini anche di età maggiore del tuo ex che vivono una situazione simile non riescono ad avere relazioni sentimentali o addirittura in qualche caso nemmeno relazioni sessuali con delle donne. Questo li fa soffrire molto, si sentono intrappolati ma non riescono ad uscirne. Per proteggere la madre spesso preferiscono dare le colpe a se stessi abbassando ulteriormente la loro autostima e pensando di non essere meritevoli d’amore quindi si adattano alla loro prigionia. E’ una dipendenza psicologica/emotiva fra madre/figlio che non permette al figlio di crescere. Dolcissima Sara, tu meriti un uomo che sia in grado di darti amore. Ora tu ne esci vittoriosa e sei libera dovresti esserne felice. Ora nella tua vita c’è uno spazio vuoto che può essere riempito da un nuovo incontro appagante per te. Sii felice per te. Per il tuo ex sinceramente sono molto dispiaciuta per la situazione nella quale si trova, avrebbe bisogno di molto coraggio per affrontarla e prendere in mano la sua vita e crescere una volta per tutte e distruggere quegli ostacoli che gli impediscono di crescere e di avere una sua vita da uomo. Da ciò che dici sembra che da solo non ci riesca, che sia intrappolato, avrebbe bisogno del supporto di un professionista. Ma non puoi occupartene tu. Credo che tu abbia già sofferto abbastanza e ti sia occupata molto dei "suoi" problemi. E’ ora di pensare a te e alla "tua" vita!
Un abbraccio!
marina scrive:
7 Novembre 2009 alle 19:06
L’articolo mi è piaciuto molto e mi aiuta a capire di più il mio ragazzo che dice sempre che il suo è un “sano egoismo”. Questa parola mi fa arrabbiare molto, ho sempre pensato che l’egoismo non fosse sano. cos’ accuso il mio ragazzo di essere un egfoista perchè per avere i suoi spazi toglie tempo a me!!! però leggendo l’articolo…
!!!
… NOn so, non ci capisco più niente…aiuto
Monica Giovine scrive:
10 Novembre 2009 alle 20:24
Cara Marina, ti capisco.
Egoismo… è una parola che ha sempre destato sensazioni poco piacevoli. Ma qualche volta occorre esserlo un po’, per esempio per difendere la propria identità, per proteggere i propri spazi. Una buona dose di grinta (con educazione e rispetto negli altri) e autostima sono il "sale della vita". C’è un egoismo malato (non sano), quando si tolgono le energie agli altri, quando si pretende di modellare gli altri a proprio piacimento, quando si vorrebbe che gli altri si adattassero ai propri voleri, alle proprie esigenze. Quando si è sordi rispetto le esigenze degli altri. Quando conta solo la propria parola, quando si vuole avere ragione a tutti i costi, quando si pretende. In poche parole… quando l’altro si sente più debole in "nostra" compagnia (non mia o tua sia chiaro). Questo è l’egoismo quello vero, quello brutto.
Quando una persona desidera praticare degli hobby o avere i suoi spazi, desidera rispetto per ciò che sente, questo è l’egoismo sano. La persona non permette che qualcun altro gli tolga le sue energie e decide di mantenersi nel proprio centro. Questo è l’egoismo sano. Il rispetto di se stessi, questo è l’egoismo sano.
Lascia al tuo ragazzo i suoi spazi, se lo soffochi rischi di litigare e non è bello, poi soffriresti. Se rispetti le sue esigenze lui ti ama di più e poi magari decide di stare di più con te, proprio come desideravi tu. Sembra un paradosso, e forse lo è!
) L’importante è non tendere quel filo che vi unisce, ma lasciarlo morbido, cosi lui sta meglio con te e ti apprezza di più.
E’ tutto qui cara Marina.
Un caro abbraccio!
luca scrive:
11 Gennaio 2010 alle 18:51
Cara monica,
come si fa a scindere i propri demoni dalla propria anima? Non si chiamava l’anima in tempi antichi daimon?.
Credo che questa sia una bella dualità.
Non si puo’ scgliere tra bianco e nero .
grazie
Non dobbiamo servire i nostri demoni: paura, senso di colpa, senso di ineguatezza, mancanza di fiducia in se stessi, mancanza di autostima.
Dobbiamo seguire la nostra anima e ciò che essa chiede, poiché la nostra anima è ciò che siamo noi realment
Monica Giovine scrive:
12 Gennaio 2010 alle 18:10
Caro Luca,
certamente sono daccordo con te.
E’ importante impapare ad “ascoltare” la nostra anima e cioè noi stessi, ciò che siamo veramente.
I demoni costituiti dalla paura sono nella parte oscura del nostro subconscio spesso dovuto a credenze limitanti, o ad esperienze avute. Le paure vanno affrontate per dissolverle nel nulla.
La nostra anima è collegata al nostro “Supercoscio” alla nostra reale identità ed imparare ad ascoltarla significa fare ciò che ci fa stare bene e ci rende felici.
guido scrive:
26 Gennaio 2010 alle 19:41
gentile signora,
sono ritornato sul sito per poter legere cio che avevo interrotto ieri sera vista la tarda ora..
questo articoloè strepitoso..
quella che ha illustrato rispecchia una forma mentis che mi affascina,sia perchè mi rivedo nel sano egoista,sia perchè è una condizione che mi piace nella gente che la adotta…poichè il sano egoista,almeno in linea teorica dovrebbe essere una persona”contenta”..
se è vero che le cose non avvengono per caso..leggere quest’articolo..
guido scrive:
26 Gennaio 2010 alle 19:49
..ha incentivato in me una cosa che psavo da tempo..godere del momento in cui si fa una cosa..perchè rinunciarvi nel momento in cui la si fa ,se in tal momento,farla ci soddisfa…
ovviamente credo sia giusto non danneggiare chi ci sta accanto…per cui nel limite del rispetto altrui,perchè rinunciare a cio che ci fa stare bene..sa a volte(specie qundo avevo qulche anno in meno)mi capitava di riflettere su un mio “strano”comportamento..
guido scrive:
26 Gennaio 2010 alle 19:59
le spiego meglio..amo l’arte,lo sport ecc.,appena avevo il sentore che qualcuno mi volesse dissuadere dal disegnare,dal fare le mie cose..be io in tutta risposta tenevo lontano il soggetto che voleva dissuadermi dal fare cio che a me più piaceva,solo perchè magari(ad esempio nel caso di qualche amico)pretendevano smettessi di disegnare perchè loro non lo ritenevano importante o stimolante e perchè preferivano dedicarsi ad altro..comprendo che l’esempio riportato è estremo in quanto l’arte
guido scrive:
26 Gennaio 2010 alle 20:03
è un mondo a se,difficilmente apprezzabile..tuttavia mi chiedo perchè io assecondo o assecondavo gli hobbies degli altri(e lo facevo e lo faccio con piacere perchè sono molto curioso e ho voglia sempre di imparare)o comunque se non vi partecipo mi limito a non mostrarmi contrariato anzi ad incoraggiare gli altri a proseguire e coltivare i propri interessi…(anche se magari non me ne frega niente)…
questo e quanto..grazie per l’articolo
mel scrive:
27 Gennaio 2010 alle 00:00
egregia signora,
ho letto con gran gusto l’articolo sul sano egoismo.sono entusiasta di quanto lei ha riportato..ho però il bisogno di una delucidazione..se possibile.
fin da piccolo ho sempre nutrito forte attrazione per le arti grafiche ma per fattori ambientali,culturali e forse un briciolo di buona coscenza ho soppresso questa mia passione/hobby..
ora che sono cresciuto questa passione è tornata prepotente.
mel scrive:
27 Gennaio 2010 alle 00:04
ma l’assenza di un lavoro stabile mi impedisce di dedicarmici con serenità e con la serietà che il settore merita.in particolare mi ha colpito questa frase:
“La nostra anima conosce molto bene i nostri talenti e la nostra missione durante la nostra vita.
La nostra anima sa molto bene cosa è il nostro bene e la nostra anima siamo noi.
Non dobbiamo resistere alle passioni, a controllarle, a giudicarle, a fermarle o a sentirci in colpa quando le esperimentiamo”;
mel scrive:
27 Gennaio 2010 alle 00:10
leggo e rileggo questa frase.
se da una parte mi sento convinto e motivato(ora che sono quasi al termine degli studi universitari)a voler sviluppare seriamente nonchè scoprire i miei talenti se mai ne abbia uno…daltra parte cio mi genera confusione.non vorrei che fosse un pagliativo alla mancanza di lavoro…
ma se mi guardo in dietro il settore artistico e della creatività mi ha sempre attirato.ma ora che ho impugnato più o meno seriamente la matita mi sono giunti i primi dubbi!
mel scrive:
27 Gennaio 2010 alle 00:18
può darsi siano i pensieri limitanti dettati dall’inconscio,ma certe volte quando mi chiedo se non sia un pagliativo.ma questi dubbi mi assalgono adesso che sto diventando un uomo..prima non avevo dubbi o anora oggi nel silenzio della mia stanza,quando sono da solo a riflettere,senza distrazioni di alcun genere,ascolto i miei pensieri che dicono di coltivare l’arte perchè tanto non ho nulla da perdere se mai da guadagnarci,in tal caso avrò imparato qualcosa di nuovo.
mel scrive:
27 Gennaio 2010 alle 00:24
poi a volte mi fermo e dico:se non mi sono accostato seriamente all’arte fino ad oggi non è perchè i disegni del signore e quello che vuole la mia anima è sono altro?
ovviamente credo di sapere quale sia la risposta..è quella che sento nel silenzio della mia stanza da solo senza alimentare quei pensieri limitanti.lo so è brutto ridurre tutto a una questione economica ma il denaro è “energia”(giusto?),per cui magari se trovassi un lavoro,nel caso cadessi lo farei cadendo sul morbido..cosa pensa?
Monica Giovine scrive:
3 Febbraio 2010 alle 22:51
Caro Guido,
certamente ognuno di noi è giusto che segua la propria vocina interiore che sa quello che è giusto. Ognuno di noi ha talenti e attitudini, non siamo tutti uguali. Le cose che piacciono a te sono diverse dalle cose che piacciono al tuo amico “A” e ancora diverse dalle caratteristiche del tuo amico “B”.
Ognuno di noi è unico ed è il solo a sapere ciò che è giusto per se stesso.
Gli altri ti parlano col LORO sentire, attraverso la LORO esperienza NON la TUA!
Monica Giovine scrive:
3 Febbraio 2010 alle 22:56
L’amico “A” può sapere cosa è giusto per lui, per se stesso, non per “B” e non per te.
L’amico “B” può sapere cosa è giusto per lui, per se stesso, non per “A” e non per te.
Solo tu puoi sapere cosa è giusto per TE, non per “A” e non per “B”.
Anche i genitori non possono trasmettere le loro esperienze ai figli, poichè i figli sono altre persone che vivono in un’altra epoca e che vivono un’altra vita ed un’altra storia, e devono imparare a farsi le ossa da soli per camminare di passo.
Monica Giovine scrive:
3 Febbraio 2010 alle 23:02
Caro Mel,
)
dici che hai sempre amato disegnare e ritieni che questa è una tua passione, un tuo talento.
Poi mi parli di dubbi! Ho qualche dubbio
Sono dubbi tuoi o sono sensi di colpa?
Qualcuno ha mai scoraggiato questa tua passione dicendoti che dovevi studiare altre materie “più serie” e cercare il posto fisso che ti desse una stabilità economica invece di disegnare?
Prova a pensarci!
E forse puoi trovare le risposte sul perchè ora non hai un lavoro stabile.
Monica Giovine scrive:
3 Febbraio 2010 alle 23:05
Forse hai ascoltato voci non tue che ti dicevano, “Mel fai questo perchè questo è il tuo bene” anzichè ascoltare la TUA anima che è l’unica a sapere cosa sia veramente il tuo bene.
Sai quante persone hanno abbandonato gli studi artistici, l’arte o la musica o altro perchè la nostra società ci insegna che ci sono facoltà più “serie”. E poi sono infelici, o depressi o non rioescono a realizzarsi nel lavoro perchè non è la loro strada. Oppure sono a casa perchè la loro anima…
Monica Giovine scrive:
3 Febbraio 2010 alle 23:08
…si era espressa in modo molto chiaro quando erano bambini ed ora non accetta compromessi, non accetta di essere infelice, non accetta di diventare un burattino accontentando voci esterne che ci dicono “vai a destra” se noi desideriamo andare a sinistra (o viceversa).
Io penso che se tu hai sempre amato disegnare sia un chiaro talento e la tua anima ti sta dicendo: “coltiva la tua passione”! Poi c’è la parte condizionata ed impaurita che si fa prendere dai sensi dai colpa e li chiama dubbi.
Monica Giovine scrive:
3 Febbraio 2010 alle 23:11
Ne ho viste tante di situazioni come la tua, segui la tua strada Mel.
Prendi matite, fogli, tele, pennelli, colori, tutto ciò che ti piace ed inizia a fare quello che ami veramente, quello che hai dentro.
Fai emergere i tuoi talenti, fai emergere la tua anima creativa.
Dagli spazio, dagli energia!
Butta via tutti i dubbi che non sono tuoi, lasciali andare e vivi la TUA vita, la vita che vuoi vivere.
In questo modo potrai finalmente sentirti realizzato e felice!
Un saluto!
mel scrive:
3 Febbraio 2010 alle 23:26
“ascolterò”la mia anima..
sono sicuramente daccordo con lei..i senzi di colpa fanno parte dell’educazione impartitaci…ma a sto punto che fare…buttare tutto all’aria..è una lotta contro il tempo..acquisire la tecnica di un pittore”professionista”richiede tempo e dedizione..la formazione che dovebbe iniziare da bambini e continuare da adolescenti..dovrei farla adesso…ci sto provando..ho ottenuto gia buoni risultati in poco tempo…ma ancora non soddisfacenti…date le mie esigenze..
mel scrive:
3 Febbraio 2010 alle 23:34
l’occhio è attento..ma la TEcnica ancora non è ancora “esemplare”…e poi c’è l’altra faccia della medaglia…”La piaga del lavoro”…ancge quando sono davanti alla mia tela sono deconcentrato..non ostante cio i risultati ci sono…ma ancora la strada è lunga..e non si sa dove conduca..ma ho fiducia..volere è potere…
devo stare tranquillo..ma le pressioni sono tante….e poi i conti oltre che con i sensi di colpa penso si facciano con la realtà,molti pittori professionisti e di taleto puro
mel scrive:
3 Febbraio 2010 alle 23:36
hanno difficoltà a muoversi nel mercato odierno…
vedremo…cercherò di venirne a capo..con pazienza,curiosità(che non mi manca),cercando di recuperare la freschezza di un bambino..
grazie ancora…
daccio scrive:
28 Febbraio 2010 alle 13:26
ma quanto avete scritto!!!!
Monica Giovine scrive:
1 Marzo 2010 alle 14:13
Caro Mel,
non pensare a cose come: il mercato odierno, gli altri pittori ecc…
CREDI IN TE STESSO!
Credi in ciò che fai!
Pensa che stai realizzando il tuo talento, lo scopo della tua vita.
Pensa a quanto questo ti rende felice, ti riempie e ti fa sentire appagato e piano piano realizza la tua vita, cosi come la volevi tu!
Come l’hai sempre sognata. Ora sei li, davanti alla tua tela e ti senti felice, creativo, pieno di gioia e pieno di idee. Ascolta la tua anima e inizia a dipingere!
Monica Giovine scrive:
1 Marzo 2010 alle 14:14
Grazie caro Daccio,
non so se hai letto tutto!
Questo significa appassionarsi…
Un abbraccio!
paola scrive:
20 Maggio 2010 alle 19:31
ciao monica, complimenti per il tuo articolo!mi hai aperto un nuovo mondo e mi rendo conto che se riuscissi ad applicare questo “sano egoismo” di cui parli probabilmente affronterei con più serenità i rapporti con gli altri e la vita in generale!mi sento un pò stupida a scriverti questo ma mi piacerebbe avere un tuo parere..prima di leggerlo pensavo di non essere una persona egoista,anzi e invece probabilmente lo sono…ti spiego: ultimamente litigo con il mio ragazzo poichè mi sento trascurata
paola scrive:
20 Maggio 2010 alle 19:43
impegni vari, amici, stress legato al lavoro lo portano ad essere assente anche quando cè(abitiamo lontani)..io pretendo solo più attenzioni o almeno quelle che credo di meritare e gli dò spesso dell’ egoista!in tutto ciò la settimana scorsa ho avuto un lutto e mi aspettavo che tornato sarebbe venuto da me per starmi vicino in questo brutto momento e invece ha preferito andare a festeggiare con gli amici..allora ti chiedo sono io l’ egoista a pretendere o è lui a non dare!?
paola scrive:
20 Maggio 2010 alle 20:06
premetto che siamo insieme da tre anni e il rapporto non è mai stato semplice anche per mancanze di rispetto da parte sua. forse dovrei più semplicemente cercare di amare di più me stessa e mollarlo ma è difficile, ho troppa paura di soffrire anche se in realtà stando con lui mi capita spesso di soffrire.. non riesco a capire cosa sia meglio per me,non riesco ad applicare questo sano egoismo di cui parli…:)
Monica Giovine scrive:
20 Maggio 2010 alle 20:21
Cara Paola,
noto che spesso punti il dito verso di lui notando quelle che percepisci come essere “sue” mancanze nei tuoi confronti.
Purtroppo le relazioni d’amore funzionano in un modo diverso, più tu pretendi da lui e più lui cerca di allontanarsi. E’ normale. le persone desiderano amare e sentirsi amate e non sentire di essere messi alle strette. Tu dici che lui “deve” avere più rispetto e che litigate per le sue “mancanze” ma con questo atteggiamento rischi invece di perderlo!
Monica Giovine scrive:
20 Maggio 2010 alle 20:25
L’amore è il sentimento più SPONTANEO e NATURALE che esista al mondo e non può e non potrà mai essere preteso! Purtroppo non funziona. Se lo lasci perchè lo senti lontano (pensando che non sia giusto) rischieresti di ripetere la stessa situazione nella prossima relazione.
L’amore va donato e non dato a chi lo “pretende”, l’amore suona una melodia dolce, non urla, non sbraita. Se tu accettassi la sua vita ed i suoi impegni con serenità lui ti verrebbe più incontro. Ma credo sia spaventato.
Monica Giovine scrive:
20 Maggio 2010 alle 20:28
Certamente devi pensare di più a te stessa e non focalizzarsi sulla sua vita, lui lo apprezzerebbe di più. L’amore non è dipendenza, più tu sei indipendente e più lui si avvicina a te. Lui come tutti, desidera sentirsi bene, se tu pretendi la sua presenza si spaventa. La sua presenza deve arrivare da lui ed essere spontanea.
Probabilmente non ti è stato vicino durante il lutto che hai subito perchè ora si trova in un’area di difesa e cerca di proteggersi dalle richieste, è comprensibile.
Monica Giovine scrive:
20 Maggio 2010 alle 20:31
L’amore va vissuto con serenità e con gioia. Se invece ti preoccupi di quello che lui fa, di quando c’è e di quando non c’è lo vivi con sofferenza e questo lo porta ad allontanarsi da te. E’ un meccanismo del tutto naturale. Il tuo ragazzo non è egoista, vive la sua vita ma tu non riesci ad accettarlo e diventi dipendente dalle sue azioni quindi lui si spaventa e si allontana perchè si sente agganciato e questo lo fa sentire male ma un rapporto a due è fatto per sentirsi bene! Un abbraccio!
Luciano scrive:
13 Giugno 2010 alle 09:00
Cara Monica, ho 35 anni e mi sono sposato 3 anni e mezzo fa con una donna dopo 8 anni di fidanzamento. Lei è una persona che ha dovuto passare un’infanzia molto difficile. Appena nata le sono state riscontrate malformazioni risolte solamente a 16 anni a seguito di un intervento.
Prima di fidanzarmi lei mi cerca costantemente per 7 mesi, esco insieme poi dopo 2 mesi trovo la forza di lasciarla, non mi sembrava di amarla. Li un delirio, pianti, parole forti come “non sarò mai come le altre” cosa
Luciano scrive:
13 Giugno 2010 alle 09:01
ho fatto di male per meritarmi questo” “ne ho già passate tante questa mi uccide” ecc. Vado a casa ma penso costantemente a quel che ho fatto, penso costantemente a lei e mi convinco che sia dettato tutto dall’amore, la ricerco ed esco nuovamente con lei, sino a sposarla. La relazione va bene per i primi 2 anni poi subentra la noia. Circa un anno fa a seguito di una visita specialistica scopriamo che non può avere figli e facciamo il percorso per l’adozione. Psicologi che ci spiegano di quanto deve essere unita una coppia per affrontare tale percorso, ci spiegano il senso dell’amore e così vado in crisi. Cerco di portare avanti il matrimonio, di convincermi di poter mandare avanti tutto e poter trovare la soddisfazione in altre cose ma in realtà mi pesa tutto: il viaggio per il lavoro (ora devo fare 80 km al giorno mentre prima nemmeno 1) il suo hobby che la tiene impegnata tutti i giorni sino alle 20 di sera, il suo lavoro che la costringe a lavorare anche al sabato, lei che non vuole costruire una casa come era mio sogno, le domenica molte volte dedicate all’hobby ecc.. noto insomma la mancanza di passione e passioni condivise. E cado ancora più in crisi, non riesco a dormire, mi vengono attacchi di panico la notte, sogni bruttissmi, ecc..). e inizio a pensare che quello provato anni fa non fosse amore, ma piuttosto una sorta di compassione. Ora non so cosa fare lei è già dimagrita parecchi kg e sta male, ha fatto di tutto per far farmi tornare la passione (diminuzione drastica dell’hobby, iniziative la domenica, week-end organizzati in agriturismi) ma senza risultato. Cosa devo fare? Come posso lasciare una donna con tutti quei problemi? Cosa le aspetta per il futuro? Come posso farla star meno male in caso decidessi di separarmi? Ci sono frasi per alleviare il dolore? Lei ha puntato tutto su di me. Che diritto ho io di distruggere una vita? Aveva dei sogni, gli avevo promesso di realizzarli. Mi è piaciuto molto il tuo articolo, ma è durissima
Monica Giovine scrive:
15 Giugno 2010 alle 15:46
Carissimo Luciano, ho letto la tua storia.
Esistono dinamiche di dipendenza e di controllo come succede spesso nelle relazioni o nelle famiglie quando l’amore non è incondizionato ma condizionato. I concetti espressi da tua moglie quando la l’avevi lasciata prima del vostro matrimonio ti avevano messo con le spalle al muro spostando su di te la responsabilità della sua vita e della sua salute e quindi trasferendo su di te i sensi di colpa per lei, se tu non ti fossi preso cura di lei o se tu non fossi stato con lei. In questo modo nella tua vita ha iniziato una sorta di protettività da parte tua nei suoi confronti e di controllo da parte sua nei tuoi confornti attraverso il suo ruolo di vittima. Ovviamente non è una colpa il suo atteggiamento, ma un condizionamento culturale. Ci hanno insegnato per secoli, per millenni a dipendere dagli altri, a far dipendere la nostra felicità dai comportamenti altrui e purtroppo nella nostra epoca questa dinamica di dipendenza emotiva gli uni dagli altri, di sensi di colpa ecc… è arrivata ad un punto di saturazione tale che se non cerchiamo di uscirne questi giochi psicologici rischiano di sommergerci. Non è tua la responsabilità della sua vita, non è tua la responsabilità della sua salute e del suo benessere! Lei dipende da te e da ciò che fai tu tanto che tu non ti senti più libero di fare ciò che senti di fare e ciò che senti che è giusto per la tua vita in quanto se inizi a pensare a te stesso ti senti in colpa. Se inizi a fare ciò che senti, ad agire come desideri ecco che ti senti in colpa per lei: "cosa farà lei senza di me?". Se ti allontani per cercare di stare meglio ti senti in colpa per lei. Queste dinamiche di co-dipendenza si sono create negli anni, a partire da quando tu ti sei sentito in dovere di sposarla perchè lei ti ha comunicato che se non lo avessi fatto le sarebbe successo questo o quello. Il vero amore soprattutto l’ AMORE SANO non crea dipendenza, non crea condizioni, non crea sensi di colpa, non costringe, non aggancia l’altro, non sottrae vita ed energia all’altro come invece mi sembra di capire che sia successo a te. Le scelte sono sentite e creano gioia e non costrizione. Tua moglie ha bisogno di trovare la serenità dentro se stessa anzichè risucchiare energia a te. So che non lo fa apposta e se tu l’hai scelta è perchè hai bisogno di sentirti utile per lei. Non è il risentimento ma il perdono che guarisce le ferite affettive. Inizia tu a trovare la serenità dentro di te e le tue risorse. Fino a quando ti preoccupi di cosa farà lei se tu ti allontani continui a girare in tondo nel labirinto e non aiuti nemmeno lei a crescere e a essere indipendente da te. Sempre che tu lo voglia veramente.
Chiediti cosa vuoi tu dalla tua vita per stare meglio tu innanzitutto e col tempo anche tua moglie potrà dipendere meno da te, crescere e trovare le sue risorse. In questo modo anche stare insieme potrebbe tornare ad essere piacevole, per scelta d’amore e senza dipendenza.